UN CUORE NELLE TENEBRE – Roberta Ciuffi


Intervista a Roberta Ciuffi

a cura di Evelyn Storm

 

 

Roberta Ciuffi – Un cuore nelle tenebre

 

Friuli 1885.

Lars Coulter si accorse della presenza dell’animale prima che il cavallo si fermasse di colpo, puntando gli zoccoli. Prima ancora che i cespugli a sinistra della strada si agitassero, per poi separarsi lacerati da un lampo nero. C’era stato un bagliore nella sua mente, la sensazione che tutto quanto lo circondava divenisse più intenso: gli odori più stordenti, i colori più accecanti, e gli alberi e gli arbusti che costeggiavano la strada di montagna si protendessero come per trattenerlo. Se ne accorse, ma non poté far nulla per evitarlo…

 

Una perfetta favola dark, sensuale, romantica e dolcissima.

 

 

Oggi su Fantasy Planet intervistiamo la bravissima Roberta Ciuffi, autrice di “Un cuore nelle tenebre”, edito da Leggereditore.

 

Note biografiche

Roberta Ciuffi è nata a Roma. Laureata in psicologia, ha sognato di scrivere fin da bambina ma è arrivata a pubblicare piuttosto tardi. Nel 1997 il suo primo libro è uscito nella collana I Romanzi di Mondadori, e a quel punto non si è più fermata. A oggi, ha pubblicato 25 romanzi storici, 1 paranormal e 3 usciti a puntate su Love Story. Collabora con alcune delle maggiori riviste femminili di narrativa.

Sinossi

Vivono tra la gente comune, conducono una vita apparentemente normale. Ma la notte è il loro regno, è di notte che si scatena la loro vera natura. Tutto intorno, l’Italia unita sta muovendo i primi passi, eppure, tra i vicoli di San Raffaele, in Friuli, sono i lykaon a reggere i fili del destino. Da secoli vivono in pace, a metà fra la ragione umana e l’istinto animale, ma ora qualcuno di loro ha lasciato che il sangue prenda il sopravvento, e che le pulsioni del lupo vengano alla luce, sconvolgendo un’armonia sottile. L’ombra dei boschi sta per dilagare, inesorabile, insidiosa, e solo uno di loro potrà ricucire il confine tra i due mondi. Starà a lui, accompagnato da una donna fragile e indifesa, che cela in sé la forza sconosciuta e dirompente di una regina delle tenebre, trovare la chiave che risolverà l’enigma, per difendere il suo popolo dai piani di chi da tempo trama alle loro spalle.

Intervista all’autrice Roberta Ciuffi

 

Quando hai cominciato a scrivere?

Fin da bambina ho desiderato farlo. Scrivevo incipit di romanzi, e magnifici finali –almeno per me- ma la storia non c’era mai. Per anni ho continuato a scrivere qualche raccontino, convinta che non sarei mai riuscita a farne niente. Come spesso accade, ho cominciato a organizzare la trama del mio primo romanzo per superare un periodo di crisi. Da lì è nata l’ubriacatura per le storie e la storia. Quel romanzo però non è stato pubblicato –non l’ho spedito nemmeno, era ridicolo!

 

Come sei arrivata a farti un nome e a pubblicare con le grandi Case editrici italiane?

Semplicemente scrivendo e spedendo i miei romanzi. Ho ricevuto alcuni rifiuti, e poi nel 1997 è arrivata da Mondadori la fatidica telefonata che mi annunciava che il romanzo “Un matrimonio perfetto” era piaciuto e volevano pubblicarlo. Farmi un nome è stato più difficile, ci sono voluti anni di tempo, milioni di parole scritte… e qualche delusione nel percorso.

Hai all’attivo più di 25 romanzi, un bel traguardo. Te lo aspettavi all’inizio della tua carriera?

Quando si pubblica il primo libro, con tutte le esortazioni alla modestia e a non farsi prendere dall’entusiasmo, in fondo si spera sempre di aver fatto il ‘grande botto’. Invece mi sono resa presto conto di quanto fosse arduo farsi strada anche in un settore ben delimitato come quello del romance. Doppiamente arduo, poi, in quanto italiana, che scrive storie principalmente italiane e con un nome… italiano. Per cui, in fondo, mi reputo fortunata. In specie quando vedo quante difficoltà affrontino le autrici emergenti per essere pubblicate.

 

Quanto tempo dedichi alla scrittura ogni giorno?

Dipende dai periodi. Diciamo circa cinque ore. In genere cerco di essere costante: faccio un’oretta dalle 6 alle 7, dopodiché mi occupo delle necessità della famiglia e della casa. Riaccendo il computer verso le 9 e lavoro fino all’ora di pranzo. Spesso il pomeriggio c’è troppo rumore, così mi impegno in qualcosa di più leggero, come i racconti o le traduzioni. La sera non lavoro: crollo davanti a una serie tv e poi leggo.

 

A quale delle tue storie sei più legata?

Forse  a “Il colore della felicità”, ma è difficile scegliere. Ognuna è il ricordo di un periodo appassionante, magari in modo diverso. Alcune mi hanno catturato il cuore, altre mi hanno fatto ridere. Tutte fanno parte di me. Mi è piaciuto molto, ultimante, scrivere l’antologia natalizia: “Baciami sotto l’albero”. Mi sono divertita molto ad avere per le mani così tanti personaggi.

 

Parliamo ora di “Un cuore nelle tenebre”, il tuo primo libro Paranormal romance. Come ti è venuta l’idea di scrivere un fantasy dopo tanti romanzi storici?

Ogni tanto, tra un romance e l’altro, scrivo qualcosa di diverso. Non sempre il ‘parto’ vede la luce: ho romanzi in attesa da anni, alcuni completati, altri solo abbozzati. Il paranormal era uno di questi. È nato come momento di pausa tra una storia d’amore e l’altra. Ho scritto anche un romanzo fantasy per ragazzi, e uno che parla di tre anziani stravaganti e una bambina… Tutto in attesa. Chissà se vedranno mai la luce…

 

Darai un seguito a questa tua nuova “avventura” letteraria?

In effetti spero di sì. Almeno, io l’ho scritto! Ora sta all’editore decidere in merito.

 

Sei attualmente impegnata in qualche progetto?

Ho appena iniziato il seguito del medievale che è uscito a marzo, “Tra le tue braccia”, e che costituisce il secondo capitolo della saga che ho chiamato ‘dei Buatère’. In questo, affronto la storia di Leo e Gytta, due personaggi già presenti nel primo romanzo e che hanno suscitato molto interesse nelle lettrici.

 

Hai ancora qualche sogno da realizzare nel cassetto?

Vorrei veder pubblicato il mio romanzo per ragazzi! Ho già in mente il seguito. Non c’è cosa peggiore per uno scrittore che non poter scrivere un seguito perché la prima storia non è stata ancora pubblicata!

 

Dall’alto della tua esperienza potresti dare un consiglio a chi ha deciso di dedicarsi seriamente alla scrittura?

Onestamente, io non ho fatto niente di particolare: ho solo scritto. Non saprei proprio cosa consigliare per riuscire a pubblicare un romanzo. Posso dire che anche dopo 15 anni e tanti libri, continuo a valutare le critiche e ad analizzare il mio lavoro come facevo all’inizio. Non mi do per scontata, mai. Certo, se qualcosa non mi appartiene, non ne tengo conto: non voglio scrivere cose che non mi piacciono e in uno stile che non è il mio. Se invece penso che la critica possa far luce su un errore, un difetto rimediabile, ci ragiono sopra.

E parlando di critiche, una cosa posso dire alle aspiranti scrittrici: procuratevi una corazza molto robusta, perché fanno tanto, tanto male! E non ci si abitua mai.


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