Un nuovo modo di vedere il fantasy


Parallelismi Tolkeniani a cura di un esperto

Oggi su Fantasy Planet conosciamo meglio Giovanni Agnoloni.

Autore del saggio Letteratura del fantastico – I giardini di Lorien (ed. Spazio Tre, 2004), imperniato su “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien, e compare, con l’articolo Tolkien as a Benchmark of Comparative Literature – Middle-earth in Our World, nella pubblicazione The Ring Goes Ever On: Proceedings of the Tolkien 2005 Conference, a cura di Sarah Wells, The Tolkien Society, 2008 – che contiene gli atti del congresso celebrativo del cinquantenario del “Signore degli Anelli”, tenutosi a Birmingham nell’agosto 2005, presso la Aston University – v. http://www.tolkiensociety.org/2005/proceedings). Un suo articolo, La fantasia tolkieniana e i paesaggi d’Irlanda, è apparso su “Minas Tirith”, rivista ufficiale della Società Tolkieniana Italiana (n°14, anno 2005). Un altro suo articolo, Il mare nella visione di J.R.R. Tolkien, è uscito sul numero del marzo 2012 della rivista “Yacht Capital” (pagina 22). I suoi lavori tolkieniani sono stati oggetto di presentazioni in Italia e in varie istituzioni culturali e universitarie europee e americane.

Video e testi disponibili su:

http://giovanniag.wordpress.com/my-american-lectures-on-jrr-tolkien.

Con Eumeswil, è uscito, nel 2010, il suo nuovo saggio tolkieniano, dal titolo Nuova letteratura fantasy (http://www.editoriaindipendente.net/product.php?id_product=85 , finalista al Premio Italia 2011 nella categoria “Saggio in volume”), oltre ad un contributo all’antologia Il magazzino delle alghe, a cura di Marino Magliani.

È curatore e traduttore, per Senzapatria, di una raccolta di saggi in lingua inglese e francese di studiosi internazionali di J.R.R. Tolkien – uscita nel maggio 2011, dal titolo Tolkien – La Luce e l’Ombra cui partecipa con un suo articolo personale (v. http://senzapatriaeditore.it/?p=1118). Pubblicato, nell’aprile 2011, con le Edizioni Galaad, il suo saggio Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori (http://www.galaadedizioni.com/schede/tolkienebach.htm), in cui compara gli archetipi della letteratura tolkieniana con i modelli psicologici dei Fiori di Bach.

È co-curatore e traduttore della collana di letteratura spagnola della casa editrice Eumeswil, che esordirà con il saggio dell’intellettuale spagnolo Raúl Carlos Maícas La marea del tiempo (ed. Candaya), da lui tradotto.

È co-traduttore di un’opera di critica letteraria su Roberto Bolaño (Bolaño salvaje, a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Candaya), di prossima pubblicazione da parte della casa editrice Senzapatria (v. http://senzapatriaeditore.it/?p=106).

Ha pubblicato un thriller in inglese, Less Than a Mile (ed. Stonegarden, 2004), e ha contribuito a diverse riviste e siti internet americani, spagnoli e italiani, tra cui i blog www.nazioneindiana.com e www.tornogiovedi.it. E’ co-redattore del blog letterario www.lapoesiaelospirito.it, del Progetto Letterario Internazionale (www.domist.net), del sito di cultura e viaggi www.alibionline.it e del blog di cultura e informazione generale www.postpopuli.it. Collabora inoltre con il quotidiano “Corriere Nazionale” e con il sito di viaggi www.doppiozero.com come autore di reportage di viaggio.

È presente nelle antologie collettive Diversa sintonia – Fantastic-Zen Stories & Histories e AFO – Avanguardie Futuro Oscuro (2009), entrambe edite dalle Edizioni Diversa Sintonia ed espressioni del movimento letterario fantascientifico connettivista (AFO è in seguito nuovamente uscita con Kipple Officina

Libraria).

È autore della prefazione di una raccolta di fiabe liguri, a cura di Marino Magliani e Achille Maccapani, dal titolo C’era (quasi) una volta in Liguria (ed. Zem, 2011)

Nel 2008 ha ideato la manifestazione letteraria fiorentina “La penna del Magnifico”.

Sul suo blog ( http://giovanniag.wordpress.com ), su www.lapoesiaelospirito.com e su www.postpopuli.it,

sono disponibili diverse sue recensioni di opere e interviste a vari autori, tra i quali Folco Quilici, Erri De Luca, Mauro Corona, Davide Sapienza, Paolo Cacciolati, Igor Sibaldi, Emerico Giachery, Stefania Nardini.

 

 

Le opere

Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori

edizioni Galaad, 2011

Un saggio di Giovanni Agnoloni in cui per la prima volta, vengono accostate le vite e le opere di J.R.R. Tolkien ed Edward Bach, il celebre medico inglese scopritore dei celebri “Fiori di Bach”.

Il libro mira a evidenziare i sottili nessi e l’efficacia liberatoria, sul piano psicologico e spirituale, del Legendarium tolkieniano, confrontato con il meccanismo d’azione dei rimedi floriterapici del Dr. Bach, che nacque nello stesso villaggio in cui Tolkien trascorse un periodo della sua infanzia. Ricerca una prospettiva e un senso alle loro creazioni letterarie e terapeutiche, sullo sfondo della crisi di valori del Novecento, della psicologia del profondo di C.G. Jung e dell’emergere di una spiritualità trasversale rispetto a tutte le fedi, radicata nell’amore per la natura e coerente con le più importanti scoperte della fisica einsteiniana e della meccanica quantistica.

Tolkien. La Luce e l’Ombra (ed. Senzapatria, 2011), è una raccolta di saggi a cura e per la traduzione di Giovanni Agnoloni, a cui partecipano alcuni tra i più importanti esperti di letteratura tolkieniana al mondo. Filo conduttore, uno dei temi portanti di tutta la produzione letteraria di Tolkien: il binomio Luce-Ombra. Principi opposti ma anche complementari, evocatori di valori etici in lotta tra loro, legati a un sostrato naturalistico, filosofico, psicologico e spirituale che ne dimostra la ricchezza di significato e di sfaccettature. Con saggi di: Giovanni Agnoloni, Roberto Arduini, Patrick Curry, Michaël Devaux, Michael D.C. Drout, Colin Duriez, John Garth, Thomas Honegger, Gino Scatasta, Guglielmo Spirito.

Nuova letteratura fantasy (Eumeswil/Sottovoce, 2010) è un saggio che “va alla ricerca di ambiti sconosciuti e inquietanti, di insospettati e insospettabili punti di tangenza fra Tolkien e quel mondo fantastico, ma non certo irreale, che è la rappresentazione narrativa. E lo fa cercando quei punti di tangenza nel confronto fra le parole di Tolkien e quelle di Herman Hesse, José Saramago, Joseph O’Connor, Cees Nooteboom, Gabriel García Márquez, Paulo Coelho, Manuel Vázquez Montalbán, Jostein Gaarder, Banana Yoshimoto.

Alla fine quello che apparirà ai nostri occhi, come frutto di questa analisi e di questo confronto, sarà un vero e proprio paesaggio onirico nel quale lentamente riconosceremo stralci delle nostre stesse anime” (dalla recensione di Angelo Ricci su http://nottedinebbiainpianura.blogspot.com).

Ecco qui una sua intervista:

 http://criticaimpura.wordpress.com/2012/05/12/il-connettivismo-come-sensibilita-sottile-e-archetipica-del-se-unintervista-impura-con-giovanni-agnoloni/

 


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