OLTREMONDO – L’ORIZZONTE DELLE DIMENSIONI


Autore: Marta Leandra Mandelli

Titolo: OLTREMONDO – L’ORIZZONTE DELLE DIMENSIONI

A cura di: Francesco Sperelli

Collana: Maledizioni n. 4

Pagine: 644

Prezzo: € 18,00

ISBN: 978-88-88583-38-9

In Arrivo nelle librerie per il 20 Giugno

QUARTA DI COPERTINA – Un nuovo pericolo minaccia Oltremondo: la Fiamma che mantiene in funzione l’Orologio del multiverso si sta spegnendo. Se morisse l’intero universo collasserebbe, distruggendo ogni forma di vita. E mentre si consuma questa tragedia, l’ambiguo e fascinoso Selwyn, folle d’amore per Siobhan (sua sorella gemella e custode della Fiamma), sta preparando una nuova offensiva, aiutato da un timido ragazzo e da ciò che resta del demoniaco Mareck. Sarà compito di Siobhan guidare ancora una volta i propri amici verso una missione che li porterà a viaggiare attraverso le Dimensioni, alla ricerca di una via di salvezza, di alleati e di armi magiche. Un’avventura coinvolgente, dove la passione, il senso dell’amicizia e l’amore sono i veri protagonisti di una storia da leggere tutta d’un fiato.

IL MONDO DOVE E’ AMBIENTATA LA STORIA

Il nuovo romanzo di Marta L. Mandelli si svolge su diverse dimensioni, ciascuna dotata di proprie peculiarità. Ma i differenti universi in cui i protagonisti della storia agiscono sono in realtà altrettante Milano alternative: alcune assolutamente futuristiche, altre addirittura post-atomiche o abitate da angeli e demoni.

BIOGRAFIA – Marta Leandra Mandelli è nata a Milano dove vive e lavora.

Petali di rosa e fili di ragnatela è il primo capitolo della saga di “Oltremondo”.

In esclusiva per FANTASY PLANET

PRIMO CAPITOLO

1

Damian cammina lungo la strada. Un rivolo di sangue gli cola sul mento dal labbro rotto, e un lembo della camicia strappata pende fuori dai pantaloni della divisa. Lacrime isteriche scorrono sul suo viso mentre serra i pugni, rigano le guance graffiandogli l’anima. L’umiliazione per averle prese un’altra volta e il dolore delle ferite sembrano sul punto di soffocarlo. Il ragazzo vorrebbe essere capace di ribellarsi, di sopraffare i suoi compagni di scuola e fargliela pagare, anche solo una volta ogni tanto. Vorrebbe reagire, dar loro una lezione, difendersi almeno… ma non può. Deve accontentarsi di soffrire in silenzio, negando ai suoi aguzzini il piacere perverso di sentirlo invocare pietà.

Non ha scelta: soffre di una rara e grave forma di asma, una malattia incurabile e difficile da sopportare, che ha condizionato tutta la sua vita, rendendolo un diverso. Cerca l’inalatore nella tasca della giacca. Il farmaco agisce istantaneamente e respirare meglio lo aiuta a snebbiare la mente. Si ferma a un chiosco e compra una bottiglia d’acqua per sciacquarsi il viso, nell’illusoria speranza di nascondere le tracce della sua disavventura. Rassetta i vestiti e torna a indossare la sua maschera preferita. Dovrebbe farlo apparire un ragazzo normale e arrogante, completamente distaccato dal resto del mondo; un ragazzo sicuro di sé che non si cura degli altri.

Sta quasi per riuscirci quando, a breve distanza, passa una coppia che fa jogging: lui è prestante e lei molto bella; due ragazzi che attirano gli sguardi, sorridenti e sani. E, molto probabilmente, innamorati.

“Maledetti” impreca, invidioso. Damian non ha potuto fare sport; l’asma non glielo ha mai concesso. Non ha mai potuto frequentare locali affollati. Non ha mai potuto fare tante cose, e ciò lo ha reso timido e gracile, un perdente a tutti gli effetti.

Le poche volte in cui ha tentato, mosso dal desiderio di imitare ciò che i suoi coetanei fanno abitualmente, ha dovuto soccombere alla frustrazione di non riuscire nemmeno in qualcosa di così semplice.

Scrolla la testa, tormentato dai ricordi. Non sarà mai come vorrebbe essere e non avrà mai ciò che desidera. Una situazione sempre più difficile da sopportare.

 «Oh no…» geme sconsolato.

Lo sguardo gli è caduto sulla macchia di sangue che insozza la camicia della prestigiosa scuola a cui è iscritto, candida e perfettamente stirata prima del pestaggio. Il poco morale rimasto gli precipita sotto i tacchi. Si rende conto che a casa capiranno subito ciò che è successo, e avrebbe voglia di sprofondare.

Si affanna a cancellare la prova della sua umiliazione, bagnando e sfregando la stoffa, ma è tutto inutile e finisce per peggiorare la situazione.

“Mio padre mi riderà in faccia un’altra volta e mia sorella mi sfotterà come sempre” pensa.

L’alone si allarga e la camicia non solo è sporca e strappata, ma è anche completamente stazzonata, ora.

Il padre di Damian è un uomo di successo, l’uomo più ricco e famoso di tutta la città, e lo disprezza. Non capisce come possa essergli capitato un erede come lui: anonimo, scialbo, malaticcio, schivo ed evitato da tutti. La figlia Roxanne, invece, è la luce dei suoi occhi: bella, affascinante, brillante; una giovane donna che fa girare la testa. Tutti cercano una scusa qualsiasi per avvicinarla, per corteggiarla, per attrarre la sua attenzione. Roxanne è la maggiore e appena laureata è entrata in azienda, affiancando il padre nel lavoro. Ha subito avuto successo e per Damian questo fatto è stato ancora più umiliante. Gli piacerebbe che per una volta lei sembrasse una comune mortale, che combinasse qualche pasticcio in ufficio, anche piccolo, invece di essere la solita barbie perfetta e infallibile.

“Darei qualsiasi cosa per cambiare tutto questo” pensa, più disperato e solo che mai.

Damian non sa che bisogna stare attenti a ciò che si desidera: quando meno te lo aspetti la vita può prendere una piega imprevista. Sta per scoprirlo, con tutto quello che ne conseguirà. Il ragazzo temporeggia sul marciapiede e poi si arrende al fatto che deve tornare a casa. Sceglie, però, un nuovo percorso. Imbocca una strada diversa. Non ha voglia di camminare per le eleganti e affollate vie del centro né di incontrare gli sguardi di ricconi snob come suo padre. Si infila nei vicoli che uniscono i retro di negozi e ristoranti alla moda, cercando un po’ di quiete e silenzio per ricomporsi. Damian sta per andare al suo appuntamento con il destino. Le Dimensioni stanno per esaudire la sua muta richiesta di soccorso, in un modo imprevedibile, in perfetto stile Oltremondo.

Questo giorno (un giorno non diverso da tanti altri) sarà anche oscuro e terribile, anche se lui non può ancora saperlo.


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