Intervista a Vito Introna – Antiche Guerre Cosmiche


Intervista a Vito Introna

a cura di Alexia Bianchini

Irriducibile, sarcastico e irriverente. Così si presenta Vito Introna attraverso il suo Cosmobabbuino. Nei suoi articoli, così come nei suoi testi, è d’impatto la percezione che ci sia un’ottima proprietà del linguaggio, anche attraverso termini inconsueti o inusuali, ma di certo corretti.
Lo stile di Introna è indubbiamente ricercato, non aspettatevi una lettura semplice e lineare. La spinta sociopolitica che attraversa la narrazione è costante e induce al pensiero continuo. La sua capacità di evocare altri mondi e esseri viventi assolutamente diversi da noi è indubbia. Sebbene narri di qualcosa di mai visto a occhio umano, mette nella condizione di visualizzare la sua fervida immaginazione attraverso le parole.
Introna nell’ultimo anno si è fatto conoscere in veste di Editor, severo e accurato. Con Scritture Aliene ha acquisito nella sua batteria di scrittori, autori molto validi. La scelta dell’editore EDS della pubblicazione digitale cavalca l’onda dell’editoria, in lampante mutamento.
Amante viscerale della fantascienza hard, ossia la fantascienza tecnologica, contraddistinta dalla passione per il dettaglio scientifico, per l’accuratezza dei particolari, anche nella definizione di una nuova terminologia in funzione di mondi diversi, Introna si distingue bene nella nello stile richiesto da questa fantascienza dura.

Note biografiche:

Vito Introna è nato a Bari il 15/06/1970.
Avvocato e sindacalista della CGIL da 11 anni vive e lavora a Roma. È sposato con Anna e padre di Gabriella.
Scrittore in forza a Edizioni Diversa Sintonia, ha pubblicato con la medesima CE il romanzo narrativo ‘Vorrei che il cielo fosse imparziale’ e il primo volume della saga di hard SF ‘Antiche guerre cosmiche’.
Alcuni suoi racconti sono sparsi in varie antologie.
In qualità di editor ha seguito il primo albo della collana ‘I quaderni di fantascienza’ dell’editore Il Papavero.
Attualmente per conto di EDS sta curando la mini antologia digitale ‘Scritture aliene’.
Dotato di uno stile retrò, incontra favore nel pubblico maturo e molto meno tra i giovani.

Estratti dai suoi romanzi:

Vorrei che il cielo fosse imparziale –  cap. XI

A sentire quelle ciarle vergognose, Annalisa rivide i suoi trascorsi con quella persona: gli sporadici inviti alle feste suddette ‘bene’, ove aveva sì incrociato il misterioso uomo che avrebbe potuto cambiarle la vita, ma dove pure c’era noia e senso di disgusto; quelle aristocratiche e superflue frequentazioni erano riuscite soltanto a impoverirla e a farle rimpiangere il silenzio e la familiarità delle sue terre. Ricordò anche dei tanti  sgarbi subiti quando, dopo aver lasciato Fabrizio, aveva sperato di poter contare su di lei; non appena si era accorta di quanto le opulente forme d’Annalisa avrebbero potuto nuocere al suo impatto sugli uomini più generosi, aveva accampato un mare di scuse e diradato frequentazioni e inviti, inventandosi mille e mille impegni ostativi, smaccatamente falsi.
Non le era mai stata veramente amica, ancor meno della quasi omonima Sabina. Se la gente del sud è risaputamente di cuore, ebbene Puglia e Calabria avevano esportato nella sua vita i loro articoli meno riusciti, distinti tra loro da una sola consonante.
– Sai Annalisa, alle volte vorrei che il cielo fosse imparziale! – si infervorava Sabrina indicandole una superlativa ragazza bionda alta almeno un metro e ottanta che, levriero afgano al guinzaglio e minigonna da schianto indosso, passeggiava maestosa conversando in tono autoritario al cellulare.

Antiche guerre Cosmiche – L’Olocausto di Partenope  cap. I

Fallite sul nascere le trattative commerciali i tre membri dell’equipaggio alieno si stancarono presto della loro condizione di semiprigionia, altra componente del nostro bagaglio relazionale a loro sconosciuta. I controlli biologici sui loro corpi, le continue indagini sulla tecnologia della loro astronave discoidale e le gravi limitazioni alla libertà di movimento imposte loro dalle forze d’accoglienza, oltre alle troppe sessioni d’interrogatorio cui la commissione scientifica internazionale li aveva sottoposti, fecero sì che la situazione degenerasse. Giunta dal nulla la loro folgore telepatica dissolse in un batter di ciglia tutte le strutture inanimate di Lione, riducendo l’intera città a uno sparuto cumuletto di pulviscolo cosmico. Ancora adesso si racconta di come gli americani a quel punto, senza aver preavvertito nessuno, bombardarono a tappeto l’area della Borgogna ove era avvenuto l’incredibile fattaccio. Fu la guerra, la Francia fece passare per le armi tutto il personale americano d’ambasciata presente sul patrio suolo, indi avviò delle ricerche sull’area bombardata al fine di verificare gli effetti del massacro.
All’epoca gli avi di Giuseppe erano intenti a vendere pesce al mercato generale di Brundisio e verosimilmente si trattava di ometti piccini e rozzi che parlavano un oscuro dialetto italico, null’altro che comuni e rispettabili lavoratori. Perfino a Barion giunse notizia del dramma: il disco volante degli ondijghiani conteneva in sé un meccanismo di autodistruzione brillato in seguito alle prime detonazioni. Spore micidiali invasero i cieli della Borgogna e in brevissimo tempo presero a moltiplicarsi a dismisura.

Intervista all’autore:

1.    Ciao Vito, ci parleresti un po’ di te?
Che dire? Sono nato a Bari 41 anni fa ma dal 2001 risiedo a Roma; sono sposato e ho una figlia. Attivo nel sottobosco letterario, mi ritengo un editor amatoriale con una spiccata passione per la fantascienza e il weird.

2.    Quando è nata la tua passione per la scrittura?
Credo che sia nata con me. Già a otto –nove anni tentai di scrivere il mio primo romanzo, di stampo militaresco, a diciotto conclusi il mio primo acerbo lavoro. Tentai anche di approcciare la poesia ma ero troppo melenso e intorno ai sedici anni lasciai perdere.

3.    Cos’è il Cosmobabbuino?
Un’icona irridente che contrassegna il mio blog. Trattandosi di una scimmia non particolarmente forte, ma coraggiosa e litigiosa, l’ho preferita all’animale che meglio mi rappresenterebbe, l’orso, per la sua innata combattività.

4.    Vorrei che il cielo fosse imparziale e Antiche guerre Cosmiche. Due generi totalmente diversi. Come mai questa scelta, qual è la tua vera passione scrittevole?
La mia principale passione è la SF. Tuttavia essendo la medesima ormai in caduta libera da decenni, provai timidamente ad approcciare la narrativa non di genere, ma me ne sono pentito. ‘Vorrei che il cielo fosse imparziale’ si è segnalato solo per un flame idiota da me innescato con alcune blogger molto intransigenti e non ha lasciato altre tracce di sé.

5.    La caratterizzazione dei tuoi protagonisti è molto impattante e cruda. Mi ha colpito molto Boris, a chi è ispirato? Quale personaggio ti ha reso la vita difficile?
Boris Zuckowsky, protagonista del primo tomo di Antiche guerre cosmiche, è l’emblema della mediocrità e della pochezza umana. Non è ispirato a nessuno in particolare, si tratta di un semplice soggetto borderline, catapultato in situazioni totalmente ingestibili. Se la cava alla fine, ma non certo grazie a se stesso.  Per quanto attiene il personaggio più complesso, sicuramente è la Annalisa di Vorrei che il cielo fosse imparziale. La creazione di una figura femminile avida, cinica e irritante però mi ha soltanto esposto, come già detto, a critiche e accuse spesso eccessive… credo insomma di avere esagerato.

6.    La morale e la politica si alternano in un contesto alieno, i racconti sono legati fra loro attraverso un percorso evolutivo. Scienza e religione emergono inesorabilmente, qualunque sia l’ambiente. Quanto c’è dei tuoi studi e quanto della tua passione per la fantascienza hard?
Essendo un avvocato, dei miei studi non è che ci sia molto, per fortuna, dato che il diritto non ha molto a che spartire col fantastico. Ho letto più di trecento volumi di SF e buona parte del Capitale di Marx ed è quello il bacino cui quotidianamente attingo per scrivere un testo. In caso di dubbio poi c’è sempre (almeno per ora) Wikipedia!

7.    Come descriveresti il tuo stile?
Curato, meticoloso ma non propriamente fresco. I lettori più giovani in genere mostrano di non apprezzarmi, di sicuro non sono un autore ‘commerciale’.

8.    Cosa sono le Scritture Aliene?
Piccole antologie  di SF pubblicate da EDS e selezionate da me; tendenzialmente assicuro la prevalenza di Hard SF un po’ retrò.

9.    Cosa vuol dire fare l’editor e il curatore?
L’editor è una figura a volte sopravvalutata, altre volte bistrattata, in ogni caso un personaggio in chiaroscuro. Fare l’editor significa resuscitare testi noiosi, tagliare o riscrivere passaggi astrusi, respingere al mittente un testo impubblicabile e molto altro. Tuttavia scorrendo la rete si scopre che editor fai da te, con o senza titoli, spuntano come funghi con tanto di listini e mercuriali; l’immagine media che se ne percepisce è quella di un comune signor x, capace di tenere la penna in mano, pronto a vendersi come una meretrice.
Fare il  curatore di collana significa assumersi la responsabilità di scegliere in nome e conto dell’editore, interpretando i gusti del mercato e anteponendoli ai propri. In ambito SF può risultare molto difficile.

10.    Cosa ne pensi dell’editoria a pagamento?
Forse non sarà il male assoluto ma è meglio evitarla come la scabbia. Gli EAP seri sono pochi, regalare agli amici un testo pubblicato a pagamento e orrendamente impaginato e editato vuol dire consegnarsi a figuracce. Spesso mi arrivano volumi pubblicati a pagamento e dopo una rapida scorsa sono costretto a contattare gli autori e a fare loro presente che se proprio intendono essere recensiti dovranno prepararsi il fegato… altrimenti la stroncatura sarà automatica,

11.    Che consigli daresti a uno scrittore alle prime armi?
Ci sono decine di blog che ne parlano, chi a ragione e chi a torto. Da parte mia aggiungo:
•    Se credi in quello che scrivi vai a vanti e perfezionati, ignorando le critiche astiose e tenendo a mente quelle costruttive.
•    Se tutti ma proprio tutti dicono che i tuoi scritti sono scarsi, cambia genere letterario prima di mollare.
•    Se il tuo testo è oggettivamente scarso buttalo via e scrivi qualcos’altro, non demordere, non auto pubblicarti sui POD (sono una falsa soluzione) e non rivolgerti MAI a un editore a pagamento.
•    Leggi sempre tanto, anche quando non ne hai voglia.
•    Prima di iscriverti a un corso di scrittura, pensa bene a chi stai dando soldi… in massima parte sono tenuti da scrittori falliti che avranno ben poco da insegnarti e molto più da toglierti.

A buon intenditor…


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