Recensione – La crociata dei Vampiri


Recensione del libro LA CROCIATA DEI VAMPIRI di Nancy Holder e Debbie Viguié

 

A cura di Fiorella Rigoni

 

Le autrici:

Debbie Viguiè ha studiato Scrittura creativa alla University of California a Davis. Cresciuta nella zona di San Francisco, vive in Florida.

Nancy Holder, laureata alla University of California di San Diego, è autrice di 60 libri e più di 200 racconti. Ha vinto quattro Premi Bram Stoker e i suoi libri sono stati tradotti in più di 20 lingue. Ha collaborato alla stesura di alcuni episodi di Buffy l’ammazza vampiri e City of Angels-La città degli Angeli. Tra i suoi libri ricordiamo la celebre serie Wicked e il romanzo The Rose Bride. Vive a San Diego, dove insegna Scrittura creativa.

Titolo: La crociata dei vampiri
Autore: Nancy Holder e Debbie Viguié
Editore: Newton Compton
Pagine: 480
Prezzo: € 18,90

 RECENSIONE

Jenn Leitner è una ragazza americana di diciassette anni. Fa parte della squadra di Salamanca.

Ha frequentato l’accademia ed è stata promossa, solo che non è lei la Cacciatrice, lei è solamente Jenn, una dei componenti della squadra.

I suoi compagni sono alquanto strani, Antonio il suo compagno è anche il ragazzo di cui è innamorata, è un vampiro. Holgar invece è un licantropo, mentre la sua compagna Skie è una strega bianca, una wicca. Eriko, la cacciatrice, invece è una ragazza giapponese, ligia al dovere; il suo compagno Jamie è un irlandese molto irascibile e molto scaltro.

Questi sono i membri della squadra di Salamanca, l’unica presente al mondo. La squadra è stata formata da Padre Juan, un misterioso prete che pratica anche incantesimi.

L’accademia di Salamanca forgia i Cacciatori, gli unici in grado di distruggere i vampiri. Mai prima nella storia della prestigiosa scuola è stata approntata una squadra completa, normalmente i Cacciatori sono sempre soli.

Ma questi sono tempi duri e il mondo sta per finire in mano ai vampiri e la Resistenza ormai si sta affievolendo, così la squadra è uno degli ultimi baluardi contro il male.

Da molti anni i vampiri si sono mostrati al mondo, dapprima pacificamente, cercando di conquistare più consensi possibili. Ma i vampiri si nutrono di sangue umano, e di nient’altro, anche se hanno mentito per farsi accettare.

Tanti uomini sono caduti nella rete del loro leader, Solomon, credendolo amico e alleandosi con lui. Tanti stati sono stati sottomessi dal loro potere ipnotico, e dalla paura di fare una brutta fine, anche la famiglia di Jenn.

Il padre, fuggito per molti anni al seguito dei genitori rivoluzionari, è fermamente convinto che i vampiri siano in buona fede, e nasconde la testa anche davanti all’evidenza. Quando Jenn fugge in Spagna per entrare nell’accademia di Salamanca lui la considera come morta.

Le lotte che i sei compagni affrontano contro i vampiri sono dure, perché i loro nemici sono più forti, più veloci e letali. Dalla loro hanno solo le preghiere di padre Juan e gli incantesimi di Skie, le loro armi sono potenti, ma devono essere utilizzate in lotto corpo a corpo. In effetti i vampiri muoiono solo se impalettati, decapitati, esposti al sole o bruciati. Per questo non viaggiano mai senza qualche boccetta di acqua santa, olio santo o paletti di legno da usare in caso di evenienza.

Ma quando Jenn torna in America per il funerale del nonno le cose diventano, improvvisamente, più dure. Jenn si ritrova da sola in un paese completamente soggiogato dai vampiri, dove i nuovi adepti spuntano come i funghi e la resistenza è praticamente nulla.

La ragazza dovrà affrontare pericoli che nemmeno immagina, perdite che la rafforzeranno e che, nello stesso tempo, la getteranno nel panico.

Il mondo sta per finire e lei, affiancata dalla squadra di Salamanca, dovrà provare a resistere.

 

Questo è un fantasy-storico.

Le trama, fitta di combattimenti e di riferimenti storici, cattura già dalle prime pagine, nonostante a volte i flash-back appesantiscano lo svolgersi della vicenda. La stile delle due autrici è molto fluido.

Le ambientazioni sono ben congegnate e ben fatte, non molto approfondite, in modo da lasciar correre abbastanza la fantasia del lettore. I personaggi sono delineati molto bene, sia fisicamente che emotivamente. Il farli parlare, in alcuni casi, nella propria lingua è un tocco in più, un qualcosa che rende molto più reale la storia. Le cruente battaglie, così frequenti nel racconto, sono di immediata comprensione e di buon impatto. Come molto ben congegnato risulta il connubio male-bene, qui messo in evidenza dal contrapporre i vampiri (chiamati dannati per meglio evidenziarne la natura malvagia) e il prete (il capo dell’accademia padre Juan) che li combatte anche a suon di preghiere in latino e non.

La storia regge molto bene fino alla fine, anche se già all’inizio ci si rende conto che forse questo è solo l’inizio di una trilogia.

La narrazione non ha punti morti o zone poco chiare, nemmeno quando si ferma e, con un flash-back, ci riporta in un lontano passato, facendoci ripercorrere la vita dei protagonisti.

Finalmente abbiamo un libro che, nonostante parli di vampiri e licantropi, non è la brutta copia di Twilight. In questa storia non ci sono storie d’amore smielate e parole sdolcinate, qui si racconta una guerra crudele, perversa e, per fortuna, fantastica. L’amore viene solo accennato, ma mai messo al centro della narrazione. Le autrici danno molto spazio all’azione e alle emozioni, che per una volta non sono solo quelle dell’amore, ma principalmente la rabbia e la frustrazione in cui i protagonisti si sentono a volte rinchiusi, per vari motivi.

Libro ben fatto e che sicuramente avrà un ampio riscontro nel campo della narrativa fantasy.

 


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