Parallelamente a quanto sta avvenendo in altri Paesi, anche in Italia nasce un’iniziativa da parte di scrittori, blogger e artisti di vario genere per rendere possibile un ulteriore atto di partecipazione al dolore del Giappone, squassato dal terremoto, dallo tsunami e dal pericolo nucleare.
L’idea è venuta a Lara Manni e ha conosciuto fin da subito molte adesioni. Si tratta di Autori per il Giappone. Ecco in cosa consiste l’iniziativa.
Sul sito www.autoriperilgiappone.eu (questa, invece, la pagina di Facebook) si possono leggere scritti di varia tipologia, creati appositamente da scrittori e blogger (o gentilmente messi a disposizione), inerenti in vario modo a quanto è accaduto nella Terra del Sol Levante. Si possono leggere liberamente, così come liberamente si possono vedere le immagini di noti e meno noti illustratori. Alcuni nomi? Eccoli: Kai Zen J, Licia Troisi, Baccalario, Manni, Falconi, Redivo, Valenza, D’Andrea, Angelinelli. Tra gli illustratori, Paolo Barbieri. Gli altri li potete leggere qui.
Lo scopo dell’iniziativa è quella di raccogliere fondi da destinare a Save the Children tramite un semplice clic, in modo da essere massimamente trasparenti con chi vorrà essere generoso. È una buona iniziativa, che merita una larga partecipazione. L’invito di Fantasy Planet, perciò, è di partecipare numerosi, leggervi i racconti e quant’altro è stato donato dagli autori e fare un piccolo atto di generosità.
Potete anche utilizzare il banner qui accanto e inserirlo nelle vostre pagine con link al sito.


















Mah…mi domando perchè non donare i soldi direttamente alle associazioni. Mi spiegate qual’è la differenza? Magari sono io che non capisco.
A me puzza di pubblicità. Tutto per far parlare di sè. Se uno vuole dare una mano lo fa in silenzio, ma ormai come dice una mia amica “bisogna imparare a fare marketing anche con queste disgrazie”.
Io devo leggere un racconto e poi donare? E se dono direttamente no è meglio? Che idiozia.
Quale pubblicità? se ci sono 10 nomi noti fra tutti quelli che hanno mandato un lavoro è già tanto. Quello che probabilmente non capisci è che la gente va invogliata. C’è chi vuole mandare i soldi, bernissimo, ma c’è anche chi dice “chi me lo fa fare?”. Tutte le persone amanti della letteratura potrebbero trovare in questa iniziativa uno stimolo a donare, e i numeri mi danno ragione. Le visite sul sito superano la migliaia in appena pochi giorni di apertura e le donazioni stanno fioccando.
Tu dici che è un’idiozia?
Il concetto non è “leggere un racconto e poi donare”. Il concetto è: Io mi metto in gioco, donando al mondo un mio lavoro intellettuale, parte di me stesso, e tu potrai giovarne come “risarcimento” per la donazione. É un dare e avere.
Ribdisco: se tu vuoi donare di tuo, fallo, complimenti. Ma l’umanità di per sé fa schifo, e se c’è un modo per invogliare la gente ad aiutare, allora vale la pena prenderlo in considerazione.
Maurizio Vicedomini
“se ci sono 10 nomi noti fra tutti quelli che hanno mandato un lavoro è già tanto”
Appunto! Quelli noti fanno da sè e in silenzio (conosco un paio), quelli meno noti (in cerca di notorietà) si cercano un posto al sole, ma che bravi! Ci sono tanti nomi che io non ho mai sentito e adesso conosco: non è tutta pubblicità quella? Comunque non acquisterò mai un loro libro.
“Ribadisco: se tu vuoi donare di tuo, fallo, complimenti.”
Già fatto in maniera anonima, come tanti altri. Non sono mica l’unica.
Bisogna approfittare quando si può per farsi pubblicità, sono d’accordo, ma con le disgrazie come questa è meglio di no (sono cose molto serie). Potrebbe toccare a noi.
Lucia, ognuno è ovviamente libero di pensarla come vuole, ma credo che i ringraziamenti di Save the Children (Save the Children ringrazia gli autori) siano un’ottima risposta alle critiche mosse.
Tra l’altro, se posso ri-permettermi, ti cito:
“Bisogna approfittare quando si può per farsi pubblicità, sono d’accordo, ma con le disgrazie come questa è meglio di no”
Io sono uno sconosciuto, non ho pubblicato niente anche se in futuro la speranza c’è. Spiegami che pubblicità è per me aver mandato un racconto per quest’iniziativa; É facile che il mio lavoro non venga nemmeno letto, sovrastato dai nomi più noti e dall’immenso numero di racconti pervenuti. Io non guadagno assolutamente nulla in tutto ciò, e come me moltissimi altri. Forse solo gli autori noti (e comunque non sono solo facce poco conosciute, se pensiamo al fantasy italiano ci sono Francesco Falconi e Licia Troisi, giusto per citarne solo due) potrebbero giovarne, ma se fai un salto sul sito ti accorgi di quante opere sono catalogate.
No, qui non c’è NULLA di pubblicità, per nessuno.
Dico io… Per una volta, e ribadisco “per una volta”, che gli italiani non fanno la parte dei maniche corte e fanno un’iniziativa bella e con uno scopo nobile, li si deve anche criticare?
Maurizio