Fabrizio Valenza – Storia di Geshwa Olers

Redazione 12 luglio 2010 2

Fabrizio Valenza, uno dei collaboratori di Fantasy Planet, è anche uno degli scrittori emergenti legati al fantasy più apprezzati.
In questo articolo vi parliamo del suo nuovo romanzo, il secondo volume della saga legata a Geshwa Olers, pubblicata con un nuovo editore (Edizioni Domino) e vi proponiamo un’intervista fatta dalla nostra Francesca Angelinelli.

Nel nuovo romanzo, Storia di Geshwa Olers – La faida dei Logontras, Geshwa Olers, deciso a dare uno scopo alla propria vita, si arruola nel Battaglione di maghi di Grodestà, e a combattere contro chimere e benandanti. Addestramento GroneGor Meridionale. La vita dura del soldato lo pone di fronte alla difficoltà di integrarsi con i coscritti, oltre che al superamento delle prove necessarie per acquistare i gradi di fante. Ma la sua innata capacità di cacciarsi nei guai questa volta lo porta ad affrontare una situazione veramente pericolosa, dove sono implicate le famiglie nobili dei Logontras e Ailone, impegnate in una faida sanguinosa per il diritto di ereditarietà. Accompagnato dal nuovo compagno Medòren, Geshwa sarà assegnato all’indagine sulla tragica morte del piccolo Moros, incarico che lo porterà a dare la caccia a due dei più potenti

Secondo volume della saga Storia di Geshwa Olers, La Faida dei Logontras introduce il protagonista nel mondo dell’intrigo politico di Stedon, dove nulla è come sembra e tutto è volto a nascondere la verità sulla sua nascita.

L’INTERVISTA:
FABRIZIO VALENZA, QUANDO MED-FANTASY NON E’ SOLO UN’ETICHETTA

Autore impegnato nella difesa del fantasy italiano come pochi altri, Fabrizio Valenza si è fatto conoscere grazie al primo volume della Saga di Geshwa Olers, Il Viaggio nel Masso Verde, ma anche grazie alla sua costante pazienza nel presentare al pubblico un progetto e un’idea di fantasy nuova e affascinante. In occasione dell’uscita del volume La Faida dei Logontras, si racconta e ci racconta della sua avventura nel fantasy.

Fabrizio, anche tu scrivi su queste pagine, per cui non ti chiederò ti presentarti ai nostri lettori. Ma esordirò con una domanda a bruciapelo: che cos’è per te il med-fantasy?
Sono contento che tu inizi con questa domanda, perché mi dà la possibilità di chiarire ancora una volta che personalmente non parlo più di med-fantasy, definizione che non esprime più ciò che penso. Parlo di “narrazione fantastica di ambientazione mediterranea”. C’è la possibilità, soprattutto per noi italiani ma non solo (direi per tutta l’area mediterranea) di scrivere un fantasy o un romanzo fantastico che non sia basato sui soliti cliché della fantasia anglosassone. Persiste ancora l’idea che il fantasy da esportazione sia quello in cui predominano elfi, nani, draghi, à la Tolkien. Io la penso diversamente. Ogni popolo sa dare novità se pesca dalla propria cultura e dal proprio passato. L’Italia è la nazione del mondo più ricca di storie, leggende, luci e ombre, perfette per tratteggiare una letteratura fantastica che sia soprattutto mediterranea. Per farlo è necessario studiare la propria cultura, leggere la grande quantità di romanzi e storie fantastiche scritte dagli Italiani, dall’età classica al Novecento (ricco di fantasia anche in Italia, a dispetto di quanto si pensi), prendere consapevolezza di ciò che si intende fare e mettersi all’opera. Non solo discuterne, ma anche scrivere e scrivere per pubblicare. Altrimenti la questione rimane solo un’occasione di dibattito accademico.

Un’ultima precisazione. Secondo me, al riguardo non si dà genere, ma solo ambientazione. Le storie sono storie, qualunque abito si conferisca loro. Per questo parlo di ambientazione mediterranea. Non ci sono “storie mediterranee”. Piuttosto, ci possono essere storie universali che utilizzano un linguaggio mediterraneo.

E in che modo Geshwa Olers è “fantasy di ambientazione mediterranea”?
Rifacendosi alle leggende e alla mitologia delle regioni, italiane e mediterranee, nelle quali la saga è ambientata. Ogni volume ha un raggio geografico d’azione sempre più ampio. Se con il primo volume le vicende si svolgevano unicamente attorno al Masso Verde (l’attuale Lessinia), con il secondo volume si va un poco più lontano (fino a comprendere i margini di altre province attuali), con il terzo ci si allargherà a tutta Italia e così via. Di conseguenza, ogni volume ripresenterà storie e leggende conosciute, trasformate e rielaborate per lo scopo del romanzo. Oltre a ciò, le ambientazioni, le città, il tipo di cultura presente nel romanzo, sono di carattere fortemente italico.

Quindi un modello di fantasy che non rinnega le proprie radici, ma che le integra in una narrazione piena di magia e avventura. Ma che, non per questo, disconosce i grandi maestri, anche stranieri, del genere. Quali son stati i tuoi modelli e quali le tue letture fantastiche?
Qualunque cosa. Non mi fossilizzo su alcuni generi o su alcuni modelli, anche se posso riconoscere indubbiamente un forte influsso da parte della letteratura classica, soprattutto italiana. Per gli stranieri, posso riconoscere alcuni grandi maestri che mi hanno trasmesso il desiderio di scrivere, ovvero Asimov e Tolkien, e un grande maestro che ha influito fortemente sullo stile che vado sviluppando, Stephen King.

Per quanto riguarda le letture fantastiche, mi piace andare alla scoperta di autori che, oggi, sono meno conosciuti di un tempo. Quanti tra i presenti ricordano Massimo Bontempelli? Eppure ha scritto alcuni dei più bei romanzi fantastici del ’900.

Come nasce questa saga che sappiamo essere composta da più volumi?
Nasce dal desiderio di esprimere la mia gratitudine in quanto cristiano, salvato da Cristo, e dall’amore per la mia terra. Credo di non poter mentire su questi due grandi punti di partenza. Se non avessi vissuto una forte conversione al Cristianesimo, non avrei nemmeno iniziato a scrivere. La terra che mi circonda, che ho scoperto ricca di leggende, mi ha spinto ad approfondirle e a nutrire il mondo, che andavo creando, delle sue creature e leggende. Il brano che scrissi all’inizio ora è diventato l’incipit del quinto volume. Una volta che sviluppai i primi tre romanzi originari (ora il quinto, il sesto e il settimo) sentii il bisogno di approfondire le origini di Geshwa Olers, il protagonista. Perciò nacque Il viaggio nel Masso Verde (il primo volume pubblicato). In seguito scrissi i tre volumi di collegamento tra le vicende della sua giovinezza e quelle della sua età adulta, e nacquero La faida dei Logontras, Il cammino di un mago e La battaglia di Passo Keleb, rispettivamente secondo, terzo e quarto volume.

Una storia trasversale, nel senso che si rivolge a un pubblico di età diverse. Avevi in mente un pubblico particolare mentre scrivevi la storia, a chi avresti voluto rivolgerti in particolare?
Sì, avevo in mente un pubblico adulto quanto me e in grado di avvicinarsi a una storia nella sua complessità e interezza, con grande pazienza e desiderio di scoprire in che modo le storie possono evolversi. Un pubblico che non si fermasse al primo volume dicendo: ah, ma qui manca il resto (come, purtroppo, spesso accade).

Il particolare stile di scrittura adottato, molto vicino al punto di vista dei protagonisti della storia, rende ogni volume diverso dall’altro. Il primo volume assume il punto di vista di Geshwa a 16 anni. È un ragazzo ancora molto ingenuo e lo stile della narrazione ne risente: infatti è una fiaba. Il secondo volume diventa già più adulto, ma sempre e solo nel punto di vista, non certo nelle tematiche trattate, e così via. Indubbiamente un’operazione complessa che lo rende anche differente dal resto dei romanzi fantasy mai letti. Un’altra caratteristica è che l’orizzonte delle storie dipende sempre dagli occhi di Geshwa, in un modo o nell’altro. È un romanzo-esperimento, senz’ombra di dubbio.

La Faida dei Logontras è l’atteso secondo capitolo della storia: vuoi darci qualche indicazione su quello che accadrà in questo nuovo volume?
Il volume riprende laddove terminava il primo. Geshwa arriva al Battaglione GroneGor Meridionale per iscriversi nell’Esercito Reale. Lì fa nuove amicizie, e scopre cosa voglia dire vivere da soldato. Ma la sua capacità di infilarsi in situazioni anomale è fenomenale, e la sua curiosità e lo charme che lo caratterizza fanno il resto, attirando anche i suoi compagni nei suoi guai. Si troverà a dover dirimere una sanguinosa faida locale, tra nobili di antico lignaggio e nascosti desideri di eliminarlo dalla faccia di Stedon.

Possiamo dire che il “progetto Geshwa” è in realtà multimediale: esistono delle musiche e delle illustrazioni ad esso dedicate. Come vedi l’integrazione tra il mondo del libro e le altre espressioni artistiche? E, soprattutto, ritieni la scrittura un’arte?
Certo che sì. La scrittura è un’arte, ma è anche svago e divertimento. L’ideale sarebbe riuscire sempre a riunire questi due aspetti. Se è l’autore stesso a divertirsi nella stesura delle sue opere, poco ma sicuro che anche il lettore troverà il suo modo di divertirsi e svagarsi con le pagine del romanzo. Le altre arti, poi, offrono la possibilità di approfondire ulteriormente la storia, dando nuova e differente profondità alla storia che i romanzi narrano rispondendo a un certo tipo di esigenze. Posso dirmi fortunato, perché finora molti artisti hanno collaborato al progetto, da disegnatori e illustratori quali Fabio Porfidia, Barbara Sirtoli ed Enrico Valenza, a musicisti come Fabio Valenza, Carlo Anastasia, Giuliana Bergamaschi. Per non parlare dei siti che hanno dato fattivo aiuto alla diffusione del romanzo quando era ancora un esperimento auto-prodotto: da LudicaMente a Orient-Express. E questo solo per citarne alcuni.

Autore di fantasy, sappiamo anche di storie romantiche (La Ragazza della Tempesta) e anche di horror. Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Ho già un paio di romanzi horror pronti per prendere il largo, non appena avrò trovato un editore disponibile. Così come c’è un romanzo urban-fantasy che attende risposte editoriali, una raccolta di racconti al limite della realtà e un romanzo di ispirazione evangelica, già a buon punto del suo cammino editoriale.

Francesca Angelinelli

Titolo: La faida dei Logontras (saga Storia di Geshwa Olers)
Autore: Fabrizio Valenza
Curatori: Annarita Guarnieri e Solange Mela
Editore: Edizioni Domino – Collana: Le Rune
ISBN: 978-88-95883-18-2
Pagine: 407
Prezzo: 18€

Copertina: progettazione e grafica Antonia Romagnoli
Illustrazione di copertina: Enrico Valenza

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2 Comments »

  1. MAURO FANTINI 12 luglio 2010 at 10:47 -

    Intervista ben realizzata. Complimenti.

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